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ARISTEIA
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.: Programmazione negoziata


A partire dalla prima metà degli anni Novanta del secolo scorso ha luogo la transizione tra due differenti “filosofie” di intervento per le politiche economiche a sostegno dello sviluppo locale ed imprenditoriale.
Nel 1992 finisce, infatti, l’epoca degli interventi decisi, pensati e gestiti «dall’alto» e dei grandi progetti strategici che deresponsabilizzano regioni, enti locali e società civile. Al trasferimento di fondi “dal centro alla periferia”, vengono preferiti strumenti maggiormente controllabili a livello locale.

Tra le ragioni che portarono all’abbandono del vecchio modello di sviluppo e che hanno favorito la nascita di un nuovo modo di concepire le politiche di sostegno alle aree depresse (imperniato principalmente su tre cardini: programmazione negoziata, sistema di incentivazione delle imprese fondato sui benefici della legge n. 488/92, utilizzo dei fondi strutturali stanziati dall’UE), si segnalano:

  • il bilancio negativo dell’intervento straordinario ed il crescente divario economico tra Centro-Nord e Mezzogiorno;
  • i cambiamenti istituzionali in direzione federalista che hanno progressivamente contraddistinto il nostro Paese;
  • la necessità di coordinare l’azione nazionale di sostegno finanziario alle aree depresse con la politica regionale, strutturale e di coesione economica e sociale dell’Unione Europea, sempre più orientata verso le cosiddette «iniziative locali per l’occupazione e lo sviluppo», che «prescrivono» la mobilitazione «dal basso» di energie, risorse, competenze e saperi;
  • le esperienze nazionali ed europee di crescita endogena, in particolare la buona performance economica delle aree distrettuali che, notoriamente, possono beneficiare di un’ampia e consolidata concertazione «tacita» tra i soggetti territoriali;
  • un ambiente culturale e scientifico orientato, molto più che nel passato, all’incoraggiamento dei processi di sviluppo locale, alla valorizzazione dei potenziali di crescita endogena e al protagonismo degli attori locali per avviare processi di sviluppo sostenibili.

Si sono, così, venute sperimentando in Italia nuove forme di intervento a sostegno dello sviluppo delle aree depresse, fondate su progetti territoriali mirati allo sviluppo locale e basati su accordi tra soggetti pubblici e privati operanti in specifici contesti territoriali. La tipologia di tali forme è molto ampia e comprende diversi strumenti di programmazione negoziata: Contratti d’Area, Contratti di Programma, Patti Territoriali, Intese Istituzionali di Programma e Accordi di Programma Quadro.
E’ utile ricostruire il quadro culturale-normativo nel quale sono maturati, nel tempo, tali strumenti.

La contrattazione programmata
La soppressione dell'intervento straordinario e l'intervento del CNEL
La programmazione negoziata
La riforma del Contratto di Programma
La regionalizzazione dei Patti Territoriali


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