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Progetti di sviluppo locale

Global Consulting, in collaborazione col Gruppo EURIS, network italiano per lo sviluppo locale del quale costituisce il referente per l’Italia centrale, ha sviluppato una metodologia di lavoro per l’implementazione di importanti iniziative di sviluppo del territorio.
In particolare, i consulenti della Global Consulting sono in grado di pianificare e realizzare progetti per l’individuazione ed il riconoscimento di:

  • distretti rurali e agroalimentari di qualità (D. Lgs. 228/01)
  • piani strategici delle città e delle aree metropolitane (Delibera Cipe 20/04)
  • distretti tecnologici (Delibera Cipe 17/03)

Distretti rurali

La scelta del territorio ricadente in un distretto rurale non è arbitraria né casuale; la legislazione italiana, sia statale che regionale, definisce i distretti rurali come “i sistemi produttivi locali (...), caratterizzati da un’identità storica e territoriale omogenea derivante dall’integrazione fra attività agricole e altre attività locali, nonché dalla produzione di beni e servizi di particolare specificità, coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e territoriali”.
Non tutte le zone rurali, che rappresentano quasi il 90% del territorio dell’Unione Europea, presentano, quindi, le caratteristiche del distretto rurale. Si tratta perciò di individuare quali sono gli elementi che concorrono a fare di una zona rurale un distretto e quali metodologie vanno utilizzate per rilevarlo.
Gli studiosi e economia agraria hanno elaborato diverse metodologie di individuazione dei distretti rurali, mutuate soprattutto dall’esperienza dei distretti industriali e basate su indicatori statistici. Tuttavia, l’uso di soli indicatori statistici, come ha fatto una recente RICERCA realizzata da Unioncamere, riteniamo che sia insufficiente a descrivere tutti i multiformi e complessi aspetti della realtà rurale di oggi.
Bisogna quindi uscire dalla rigidità del metodo scientifico e arricchire l’indagine studiando anche gli aspetti storici e culturali che accomunano determinati territori rurali, nonché le produzioni tipiche locali che ne hanno caratterizzato il processo evolutivo.

Il nostro metodo di analisi prevede perciò l’impiego degli elementi di indagine che meglio possono rappresentare il paradigma strutturale di un distretto rurale:

  • statistici
  • storico-culturali
  • economico-produttivi

Piani strategici delle città e delle aree metropolitane

La centralità dello sviluppo urbano è ormai riconosciuta sia a livello europeo che a livello nazionale.

Già nel 1999 il Consiglio europeo di Postdam ha definito la Prospettiva per lo Sviluppo Territoriale Europeo (ESDP), della quale lo “sviluppo urbano policentrico e un nuovo rapporto tra aree urbane e rurali” costituisce una delle priorità. Successivamente, con il progetto di regolamento generale dei Fondi 2007-2013 del 14 luglio 2004, la Commissione attribuisce alle città, segnatamente alle città medie, un ruolo trainante nella costruzione della competitività e della coesione dell’Unione Europea; considera le città come nodi e poli di eccellenza territoriale che svolgono un ruolo propulsore dello sviluppo; identifica le città quali punti di partenza per promuovere reti di alleanze e di complementarietà con altre città, sia nei contesti nazionali che europei.
Gli Orientamenti strategici comunitari 2007-2013 considerano l’elaborazione di un piano di sviluppo a medio-lungo termine un requisito indispensabile per il buon esito di iniziative di risanamento urbano. I temi strategici per il rinnovamento urbano comprendono la riabilitazione dell’ambiente fisico, la riconversione dei siti industriali in abbandono, la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio storico e culturale, misure per l’imprenditorialità, l’occupazione e servizi alla popolazione.

Ma anche nelle politiche nazionali troviamo iniziative di sostegno alla questione urbana; la delibera Cipe n. 20/04 ha stabilito una riserva di 207 milioni di euro per il triennio 2004-2007 nell’ambito del Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS) destinata a finanziare interventi nelle città e nelle aree metropolitane del Mezzogiorno attraverso Accordi di Programma Quadro. Una quota del 10% delle risorse del FAS deve essere destinata a Piani strategici per città ed aree metropolitane o raggruppamenti di comuni, specie dove vi sono distretti produttivi.

La nostra assistenza tecnica abbraccia i seguenti aspetti:

  • supporto nella formulazione del piano strategico a partire dall'integrazione dei vari strumenti di programmazione economica e pianificazione strategica già presenti, fino alla definizioni di obiettivi, strategie, progetti concreti, nonché possibili fonti di finanziamento per quei progetti.
  • coordinamento delle attività di coinvolgimento di enti e attori pubblici.
  • supporto nel dialogo con la Regione affinché adotti strategie o strumenti atti alla realizzazione delle iniziative presenti nel piano.

Distretti tecnologici

La nozione di distretto tecnologico è fornita nell’ambito del Programma Nazionale della Ricerca 2005-2007: “aggregazioni territoriali di attività ad alto contenuto tecnologico concentrate su settori specifici, veri e propri hub dell’innovazione di eccellenza internazionale, nei quali forniscono il proprio contributo enti pubblici di ricerca, grandi imprese, piccole imprese nuove o già esistenti, enti locali”.
Il distretto tecnologico è uno strumento che consente la collaborazione delle tre componenti del sistema italiano della ricerca (università, enti pubblici di ricerca, imprese) e l’aggregazione di più imprese attorno a programmi ad alto contenuto tecnologico e con forti ricadute applicative. Inoltre, il distretto tecnologico dovrebbe essere funzionale alla scelta di orientare il sostegno pubblico principalmente verso programmi di ricerca e sviluppo in settori strategici per l’economia e l’industria.

Al momento, in Italia la situazione dei distretti tecnologici è la seguente (vedi dettaglio):

  • il MIUR ha avviato 11 distretti (di cui 9 al centro-nord e 2 al sud)
  • il CIPE ha finanziato 11 distretti (di cui 1 in Abruzzo su Sicurezza e qualità degli alimenti)

La nostra consulenza per l’avvio di un distretto tecnologico consiste nell’assistenza tecnica per le seguenti attività:

  • analisi preliminare del sistema territoriale
  • studio di fattibilità del distretto tecnologico
  • definizione del partenariato e dell’agenda di ricerca
  • concertazione con la Regione competente
  • definizione della proposta della Regione al MIUR
  • preparazione bandi, finanziamenti e avvio attività

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